UN PO’ DI STORIA..

UN PO’ DI STORIA..

Corre l’anno 1520, quando la potente famiglia dei Caldogno fa censire al catasto Veneto questo mulino ad acqua, situato nel suo grande possedimento, a sud del fitto bosco tra Villaverla, Dueville, Novoledo, Vivaro e Cresole.

Inizialmente, la farina bianca ottenuta serve a produrre il pane per i nobili proprietari, e non certo per la gente comune che, a quel tempo, non ne conosce neppure il sapore. Più tardi, intorno al 1600, con il diffondersi della coltivazione del mais, il mulino si ingrandisce, aggiungendo una seconda ruota ed una macina destinata alla produzione di farina gialla.

Alla fine del XVIII secolo Venezia cade e, gli Austro-Russi prima e Napoleone poi, prendono possesso di queste terre. Ritorna la guerra, e, con essa, tornano pure fame e carestia. Le campagne si spopolano ed il mulino macina solo farina gialla, sotto lo stretto controllo delle guardie. Caduto Napoleone, è la volta della dominazione Austriaca, durante la quale si riprende lentamente il lavoro dei campi, ma sono tempi duri. In quel periodo, la strada nel bosco che porta al mulino è così fitta di piante e rovi che soltanto gli uomini si avventurano nella sua direzione.

Nel 1866 la provincia di Vicenza entra a far parte del Regno d’Italia di Re Vittorio Emanuele II. In quegli anni, a seguito di una sempre maggiore richiesta di farina di mais, viene aggiunta una terza ruota ed una macina per la farina gialla. Il mulino viene dotato anche di cavalli e carretti per la consegna a domicilio dei prodotti macinati.

Nel 1915 scoppia la Prima Guerra Mondiale ed il mulino continua la sua produzione per i soldati al fronte, arrivando anche ad ospitare batterie di cannoni, ben nascoste dalla folta vegetazione del bosco.

Nel 1921 il mulino viene acquistato dalla famiglia Padovan, i “munari” che lo conducono già da anni e che qui creano la celebre miscela per uccelli, venduta poi in tutto il mondo.

Nel 1932, al posto di una delle macine a pietra, viene montato il mulino a cilindri, visibile ancora oggi all’interno dell’edificio, che garantisce il lavoro anche in caso di siccità. Nel 1944 il mulino diventa elettrico. L’attività continua anche per tutta la Seconda Guerra Mondiale, durante la quale i partigiani della brigata Loris vengono a nascondersi nel vicino bosco, sino al 1966, anno in cui il mulino cessa la sua produzione.

È il 1984 quando la famiglia Boschetto prende in gestione il vecchio mulino, con l’impegno, che dura ancora oggi, di farne un punto di riferimento per la Cucina Veneta.

IL NOSTRO LAVORO

Il lavoro qui al Molin Vecio trae ispirazione dal contesto naturale in cui il ristorante è inserito, dove il lento scorrere dell’acqua e l’incessante movimento della ruota scandiscono il ritmo delle giornate ed il passare delle stagioni.

La valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità enogastronomiche, è alla base di una cucina autentica, fatta di ricordi, profumi, tradizioni ed un pizzico di innovazione.

La ricerca che da sempre conduciamo ruota attorno a 3 grandi tematiche:

– lo studio, la salvaguardia e la riproposizione delle tradizioni Venete:

in cucina, dove i piatti ripercorrono i grandi classici Vicentini, con alcune vere e proprie rarità (una fra tutte il “capòn in canevèra”); nelle oltre trecento litografie, tutte del nostro preziosissimo collaboratore Galliano Rosset, per avere un ricordo speciale da portare a casa sui “veci mestieri”, le usanze popolari, i prodotti tipici, le ville Palladiane…; negli eventi annuali, divenuti ormai appuntamenti fissi, come la “cena del mas-cio”o la presentazione del calendario “Pojana”;

– le erbe officinali ed i frutti dimenticati:

nell’ampio spazio verde che circonda il mulino è sempre possibile visitare, con la bella stagione, il “brolo” (frutteto), con i suoi numerosi alberi da frutta e piante “dimenticate”, e “l’orto botanico”, dove osservare, odorare e toccare con mano le infinite varietà di erbe aromatiche, abbondantemente usate nelle nostre preparazioni;

– le risorgive ed il pesce d’acqua dolce:

nella sua straordinaria posizione, circondato dalle limpide acque di risorgiva, il mulino è da sempre un’oasi eccezionale per numerose varietà di flora e fauna. Per questo motivo, il nostro menù prevede sempre delle proposte di pesce d’acqua dolce e acque di risorgiva, anche aromatizzate alle quinte essenze di erbe e agrumi.